Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

Dita di datteri

Selim, il protagonista, è un giovane iracheno rifugiato in Spagna, fuggito dall’Iraq di Saddam Hussein per motivi politici.

Il giovane vive, a Madrid, la vita vuota e noiosa dell’immigrato, lavorando come autista di un furgone che distribuisce giornali. La sua esistenza di sradicato si dipana ogni giorno tra il lavoro e il piccolo appartamento solitario, dove solo alcune vecchie foto del paese natio gli offrono qualche conforto.

Selim è nato e cresciuto in una famiglia rigorosamente patriarcale e conservatrice, dominata dall’autorità e dal pugno di ferro del nonno, che ha educato figli e nipoti al rigido rispetto della tradizione islamica e, al tempo stesso, alla costante opposizione al regime di Saddam.

I ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza nel villaggio natio, nei pressi di Tikrit, sulle rive del fiume Tigri, accompagnano Selim giorno e notte, riemergendo nei sogni del giovane, che rivede i volti dei genitori, del nonno, dei fratelli, delle sorelle e, soprattutto, dell’adorata cugina Alia, suo primo e unico amore, annegata nel Tigri.

Il romanzo si snoda, dunque, lungo due binari: c’è il presente, che si svolge a Madrid, e il passato, incastonato in Iraq, rievocato poco a poco con la tecnica del flash-back, con la storia del villaggio utopico fondato dal nonno e dominato dalla sua autorità, al di là delle leggi del regime. La ribellione alle regole ha, però, trasformato la vita della famiglia in un incubo, costringendo padre e figlio all’esilio, l’uno all’insaputa dell’altro.

Tutto era cominciato con una zuffa tra Nuah,  padre di Selim, e il nipote del Governatore di Tikrit: il giovane arrogante aveva molestato la sorella di Selim, e il padre aveva reagito cercando di infilare una pallottola nell’ano dell’aggressore, in segno di disprezzo. La rissa aveva portato all’arresto del padre, quindi alla rovina dell’intera famiglia con l’assalto dei soldati governativi al villaggio e la morte di diciassette giovani, fratelli e cugini di Selim.

Un giorno, il destino attende al varco Selim, cambiandogli completamente la vita: in una discoteca di Madrid, per caso, il giovane incontra il proprio padre, che credeva ancora in Iraq. Nuah è cambiato, è irriconoscibile: l’iracheno severo, tradizionalista, rigidamente osservante, si è trasformato in un personaggio bizzarro, che sfoggia capelli tinti, indossa abiti stravaganti, porta addirittura l’orecchino, gestisce una discoteca nel centro di Madrid.

Selim riconosce il padre soltanto dalla pallottola, usata come portachiavi, che, tanti anni prima,aveva segnato l’inizio delle sventure della famiglia in Iraq. Si tratta della stessa pallottola che Nuah aveva cercato di infilare nell’ano del molestatore di sua figlia.

A Madrid, Nuah si è rifatto una vita: ha aperto la discoteca, vive con la compagna spagnola Rosa.

Salim lascia il proprio lavoro e inizia a collaborare con il padre. Conosce Fatima, una giovane cameriera marocchina, della quale, poco a poco, si innamora, pur nella consapevolezza di non poter dimenticare Alia.

Proprio quando la vita di Selim sembra aver preso una piega favorevole, grazie all’incontro con il padre, al nuovo impiego e all’amore di Fatima, sul giovane si abbatte una tempesta: Nuah gli rivela che la propria presenza in Spagna non è casuale. Nuah infatti è a Madrid per vendicarsi dell’uomo che ha distrutto la sua famiglia, l’antico molestatore di sua figlia, oggi divenuto un importante diplomatico all’Ambasciata irachena a Madrid. Nuah deve compiere il suo giuramento, pronunciato sul Corano, davanti al proprio padre, e attende l’occasione adatta per eseguire il suo piano di vendetta.

Inorridito, Selim cerca di dissuadere il padre, ma l’uomo reagisce con estrema durezza e, tra i due, scoppia una violenta lite.

Solo con la mediazione di Rosa, la compagna di Nuah, e di Fatima, la fidanzata di Selim, padre e figlio giungono a una riconciliazione e Nuah sembra accettare la proposta del figlio di rinunciare all’insensata vendetta.

Tornata la pace, Fatima e Selim annunciano la propria decisione di sposarsi. Ma anche la coppia più anziana ha in serbo una sorpresa: Nuah e Rosa intendono infatti trasferirsi in Germania, paese molto amato da Rosa, che colà possiede una casa. I due vogliono lasciare la discoteca e l’appartamento madrileno alla coppia più giovane.

Tutto sembrerebbe avviarsi verso un lieto fine ma, tre giorni dopo la partenza del padre, Selim scopre che il diplomatico iracheno, nemico di suo padre, è stato appena trasferito a Berlino.

Dal mazzo di chiavi lasciatogli dal padre manca la famosa pallottola destinata al diplomatico.